1964

Tra mito e desiderio di emancipazione

Anno scolastico 1963/1964. Inizio dell’estate.

Due  studentesse leonfortesi, dopo aver sostenuto gli esami di licenza media, decidono di rendere memorabile quell’importante tappa della loro giovane vita, facendosi immortalare in piazza San Francesco da un fotografo itinerante.

Al dà del significato personale per i soggetti esposti, lo scatto racconta i mutamenti sociali del periodo e il desiderio, la speranza e la fiducia nel futuro di due giovani ragazze.

Era il periodo in cui le donne, da lavoratrici domestiche, incominciavano a lavorare nelle fabbriche e anche negli uffici pubblici si registrava un incremento della presenza femminile.

Il boom economico aveva rappresentato una grande opportunità e l’incremento della produzione industriale aveva permesso alle masse di dotarsi del primo grande mezzo di locomozione: la Vespa.

Il gioiellino della Piaggio, frutto dell’ingegno di Corradino D’Ascanio, era ispirato alle piccole motociclette color oliva Cushman Airborne lanciate con il paracadute dagli Alleati durante la seconda guerra mondiale, nel cuore industriale di Milano e Torino, per essere utilizzare dalle truppe nella lotta di liberazione dal nazifascismo.

La sua popolarità, oltre che dal basso costo, era dovuta al protagonismo cinematografico nelle pellicole dell’epoca: Poveri, ma belli (1956), Belle, ma povere (1957) e Cocco di mamma (1957) di Dino Risi; La notte brava (1959) di Mauro Bolognini dove è sfoggiata da giovani sbandati di borgata; I tartassati (1959) di Steno; La dolce vita (1959) di Federico Fellini.

Lo scatto testimonia la centralità della Vespa nell’Italia degli anni ’60 e l’inizio dell’emancipazione femminile che aveva avviato il suo percorso nel 1946 con il suffragio universale, trovando uno snodo significativo nel 1958 con la legge Merlin che abolì la regolamentazione della prostituzione e chiuse le case di tolleranza, dando linfa alla legislazione degli anni ’70 che riconobbe alcuni fondamentali diritti alle donne: la riforma del diritto di famiglia; l’introduzione del divorzio; il diritto all’aborto.

In secondo piano, nella foto, due curiose astanti, con vestitini estivi e scarpe ad occhio di bue, osservano il fotografo.

Sullo sfondo le case leonfortesi prive di facciata e un’anziana signora vestita in total black, verosimilmente perché in lutto per la morte di un caro congiunto, in perfetta corrispondenza agli usi e costumi della Sicilia dell’epoca.

Foto: Maria Ilardo