A scuola di Terzo settore: la società civile c’è! Ma le istituzioni?

di Giuseppe Losapio, Direttore del Dipartimento Affari legali e giuridici

Si è da poco concluso l’ultimo appuntamento dell’anno 2021 di FTQS (Formazione Quadri Terzo Settore) tenutosi in presenza il 3 e 4 dicembre a Roma presso il Palazzo dello Sport all’EUR. Mente Pubblica, nella cui mission rientra in primis la promozione di modelli collaborativi tra pubblica amministrazione ed Enti del Terzo settore, ha voluto essere presente portando il proprio contributo di idee ed entusiasmo.

Il progetto FTQS, promosso dal Forum nazionale del Terzo Settore e da CSVnet – Associazione dei Centri di Servizio per il Volontariato con il sostegno della Fondazione Con il Sud, è giunto alla sua 13° edizione ed è dedicato alla formazione di dirigenti e quadri di Terzo settore dell’Italia meridionale. Sono state stimate oltre 500 presenze, tutti delegati del proprio ETS dalle regioni del Sud Italia.

FQTS nell’annualità 2021 ha organizzato oltre 1000 ore di formazione, declinate in 17 linee formative con 1200 partecipanti da circa 300 ETS dell’Italia meridionale, avvalendosi di un corpo docente qualificato proveniente da molte università italiane, enti di ricerca e centri studio di livello nazionale e internazionale.

Al centro dei due giorni romani di dibattiti e confronti, nei vari panel di riflessione, vi è stata la necessità di dare una risposta formativa adeguata ai principali stakeholder del modello collaborativo che si va delineando con l’attuazione della riforma del Terzo Settore, avviata con il D.Lgs. n. 117 del 2017.

In coerenza con il principio di sussidiarietà sancito dalla Costituzione all’art. 118 e introdotto nel 2001, il Codice del Terzo settore ha “riconosciuto il valore e la funzione sociale degli enti del Terzo settore quali espressione di partecipazione, solidarietà e pluralismo” (art. 55). Vengono pertanto individuate nella co-programmazione e nella co-progettazione le modalità tipiche con cui Ente pubblico e Terzo settore si relazionano: non sono controparti ma soggetti con uno stesso obiettivo e collaborano per raggiungerlo in sinergia.

Su questo, la sentenza della Corte costituzionale n. 131 del 2020 rappresenta un punto di svolta nei rapporti tra la pubblica amministrazione e il Terzo settore, in quanto dà pieno riconoscimento al succitato articolo 55 CTS e in particolare agli istituti della co-progettazione e della co-programmazione come modalità privilegiate di relazione tra sfera pubblica e sfera del privato sociale.

“L’art. 55 del Codice del terzo settore, disciplinando i rapporti tra enti del terzo settore (ETS) e pubbliche amministrazioni, rappresenta una delle più significative attuazioni del principio di sussidiarietà orizzontale. Esso pone in capo ai soggetti pubblici il compito di assicurare il coinvolgimento attivo degli ETS nella programmazione, progettazione e organizzazione degli interventi e dei servizi, nei settori di attività di interesse generale definiti dal medesimo CTS. Rappresentativi della “società solidale”, gli ETS costituiscono sul territorio una rete capillare di vicinanza e solidarietà, sensibile in tempo reale alle esigenze che provengono dal tessuto sociale, in grado di mettere a disposizione dell’ente pubblico preziosi dati informativi e un’importante capacità organizzativa e di intervento, con risparmio di risorse e aumento della qualità dei servizi e delle prestazioni erogate a favore della “società del bisogno”. Lo stesso diritto dell’Unione – nonché la giurisprudenza della Corte di giustizia, che tende a smorzare la dicotomia conflittuale fra i valori della concorrenza e quelli della solidarietà – mantiene in capo agli Stati membri la possibilità di apprestare, in relazione ad attività a spiccata valenza sociale, un modello organizzativo ispirato non al principio di concorrenza ma a quello di solidarietà.” (Sentenza 131/2020).

La vera sfida, insomma, è quella di sviluppare all’interno delle proprie comunità, nei prossimi mesi e nei prossimi anni, modelli e best practice di amministrazione condivisa.

Gli Enti del Terzo settore s’informano, si formano e incominciano già a progettare il futuro. Ma, dall’altra parte, lo Stato e gli enti territoriali stanno facendo altrettanto?

Durante i lavori del convegno FTQS a Roma è emersa una generalizzata mancanza di attenzione dei nostri governanti (centrali e locali) nei confronti della collaborazione con il Terzo settore. E allora alcune domande sorgono spontanee: siamo davvero pronti a questo passaggio epocale? Governanti e amministratori conoscono il modello di confronto e di sviluppo delle comunità territoriali che si va delineando con le riforme in atto? Da parte loro c’è la consapevolezza che gli interlocutori imprescindibili nella programmazione del prossimo decennio saranno gli ETS? E quanto di questo inizia ad esser realizzato tramite l’attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR)?

Su tutto ciò Mente Pubblica cerca di fare da apripista e arrivare preparata alle sfide che ci riserva il futuro. Da sempre in prima linea per promuovere e delineare nuovi strumenti di amministrazione condivisa nei territori, salutiamo con grande soddisfazione una delle prime iniziative in Italia di co-progettazione e co-programmazione.

Subito dopo l’approvazione del Decreto del Ministero del Lavoro sui rapporti tra PPAA ed ETS (n. 72/2021) il Comune di Baschi (TR), guidato dal Sindaco nonché socio fondatore di Mente Pubblica Damiano Bernardini, ha realizzato il progetto “Baschi in rete: educazione, cultura e sport”, attraverso un partenariato di cooperative sociali e associazioni del Terzo settore del Sud-Ovest Orvietano. Tale iniziativa prevede la realizzazione di servizi volti a promuovere opportunità educative, ludiche, ricreative e culturali per bambini, ragazzi e famiglie, valorizzando il patrimonio naturalistico, storico, artistico e culturale e le risorse del territorio.

“Abbiamo realizzato ciò che era giusto per i bambini, le famiglie e il territorio – dichiara Damiano Bernardini – Lo abbiamo fatto adottando un metodo, quello della co-progettazione, che ritengo il più efficace nel definire i bisogni e nell’individuare risposte e soluzioni. Le Linee guida ministeriali del marzo 2021 rappresentano un punto di svolta, in quanto aiutano a superare le perplessità burocratiche affermando, nella sostanza, che la collaborazione fra pubblica amministrazione e Terzo settore non è solo possibile giuridicamente ma anche un valore aggiunto per la comunità.

Questa collaborazione non va intesa come il ritorno all’arbitrio di chi in quel momento è a capo del Comune. Ci sono regole di trasparenza che consentono a tutti gli attori del Terzo settore di partecipare alle manifestazioni di interesse in condizioni di parità. Infine questi processi, che realizzano in concreto ciò che è contenuto nell’idea di amministrazione condivisa, implicano impegno, studio dei problemi e ricerca delle soluzioni.

Sono convinto che questo approccio sia la chiave di volta per uscire dalla mera tecnicalità ed entrare in una nuova stagione collaborativa, un ‘rinascimento civico’ in cui si valorizza pienamente la sussidiarietà, i ‘saperi ambientali’ e le professionalità in grado di leggere i bisogni e di indicare soluzioni e innovazioni. Un approccio tanto urgente quanto utile ad alimentare quella rete sociale chiamata a tenere alta la qualità della vita dei piccoli centri come nelle grandi città.”

15 dicembre 2021